Cose in Città

COSE in CITTA'  e Cosa Succede in Città,

 

versione base con il politicamente corretto disattivato.

I pensieri differenti vanno accettati in quanto contribuiscono a dar voce alle differenze e non combattuti per indirizzarli verso le codifiche omologate.

Politicamente corretto disattivato non ha nulla a che vedere con l'esistenza di un pulpito "politicamente corretto", ma è proprio questo l'elemento caratterizzante.

Molto spesso anche chi ha molta conoscenza dei meccanismi disfunzionali del nostro tempo, tace per non soggiacere alle frecciate di rimbalzo.

Nelle società fortemente caratterizzate dai legami di gestione e controllo del potere e dei poteri, ciò che non piace è bene non dire.

Nei miei scritti supero ogni remora in tal senso, il mio non è un pulpito, è un raccontare semplicemente quello che si vede.

Non trovando collocazione non significa "anguillare"; preservo il mio pensiero senza che sia utilizzato in modo servente verso i raggruppamenti delle "buche" di questo mondo.

Infatti, il problema non è il contraddittorio, direi più l'asservimento, richiesto per non disturbare e per essere strumentale.

Ne ho già parlato più volte, i pensatori liberi devono restare fuori.

Ostinarsi a non comprendere la difesa dell'autonomia pone qualche dubbio sulla libertà di pensiero di chi esercita il dubbio e magari lo eccepisce nell'ambito del suo habitat culturale, scelto e praticato, non imposto da altri.

Non dire anguilla ai pensieri liberi se ti piace essere libero come un'anguilla.

 Se 

avete seguito gli eventi geopolitici degli ultimi anni e anche l'evoluzione delle dinamiche all'interno delle società moderne, avrete compreso come il trasferimento dei "conflitti" verso il versante economico pone in primo piano la rilevanza della variabile economica nel tempo moderno. Un parametro che si declina in modo versatile, dall'accezione di esistenza o sopravvivenza a quella più stretta di potere, cioè del poter "disporre" di beni, servizi, risorse, in definitiva di potere. 

addirittura l'accezione più stretta del concetto economico, quella di sostentamento, ha assunto rilevanza come strumento di guerra, non solo nel senso letterale ma anche in quello allargato di contrapposizione tra le dimensioni sociali. 

non fatevi ingannare, ciò che oggi si vuole ricondurre come frutto del conflitto tra modelli sociali storici ha il senso del superato. in realtà non si può più prescindere dalle conseguenze che l'epoca globale senza regole ha confezionato. basti pensare alla convergenza di obiettivi tra classi sociali molto diverse nella connotazione culturale ma che sono accomunate dall'esigenza di prendere atto e azionarsi per modificare il disequilibrio economico che si è creato all'interno delle società. 

naturalmente la "razionalizzazione" delle risorse da parte di chi ha comunque una possibilità di "potere" (non solo politico) si estende anche alla possibilità di usufruire di risorse per svolgere attività intellettuali che hanno l'obiettivo di incidere sulla cultura nel tentativo di avviare e stimolare azioni di cambiamento per rendere gli assetti sociali più equilibrati, in cui nessuno resti indietro. e i corsi dei rivoli di risorse  monetarie si modificano anche e soprattutto nella dimensione culturale.

per questo motivo torno a chiedere sostegno al mio lavoro di analisi e riflessione sul tempo moderno. l'unico modo è quello di incidere sulle sensibilità, stimolando anche chi, non convergendo sul mio punto di vista, comprende l'importanza di vedere raccontate le cose di questo mondo anche da un diverso punto di osservazione, DiversaMente. 

conservare l'autonomia non è un vezzo personale, è l'unico modo per stimolare azioni di cambiamento, di vera integrazione del racconto del vissuto e delle dinamiche in atto. altrimenti si viene pian piano "diluiti" e assorbiti verso ciò che già c'è e che spesso si uniforma proprio per conservare la possibilità di avere risorse di esistenza. per necessità. 

Ancora una volta lo ripeto, il mio approccio è quello di chi è abituato a guardare l'insieme, non sono servente di parte, anche se ho a cuore certamente chi meno può e la difesa  della libertà individuale, cioè quella condizione in cui la nostra vita può trovare equilibrio e momenti di felicità. 

Penso che per tutti, ma soprattutto per chi ha migliori posizioni sociali acquisite, sia meglio utilizzare il dialogo per gestire i cambiamenti invece che subirli spesso repentinamente, come la storia ci insegna.  

E' proprio in quest'attività di analisi e composizione che nasce  il senso di pacificarsi con il concetto di contraddizione, poichè trovare il punto ideale di equilibrio delle varie componenti è molto di più che dare un colpo alla botte e uno al cerchio. E' evidente che non si tratta di una bottarella nè del pensiero nè dell'azione. 

 

Se lo farete, grazie per il sostegno

qui, 11 luglio 2026

 

Prendo spunto da una riflessione di qualche tempo fa come punto di partenza per quella odierna, quantomai contemporanea. Nel processo di riformulazione in atto nelle società, in molti Stati e molte aree, se ci fate caso, c'è una costanza: l'accorciamento del ciclo di vita "politica" sia di leader che di coalizioni. 

in qualsiasi caso il fermento è sempre più concentrato sull'alchimia (anche in senso non necessariamente tutto negativo, in fin dei conti è sperimentazione e quindi ricerca, che può stimolare cambiamento) dell'assemblaggio dei contenitori piuttosto che concentrarsi non solo sui contenuti, ma nella riformulazione dei modelli sociali del futuro in cui vive un'economia che si è già trasformata ed è in continua trasformazione. quando parlo di trasformazione non mi riferisco all'intelligenza artificiale, parlo proprio di cicli di vita: di settori, di offerte, di aziende, di risorse.

naturalmente è un tema gigantesco, ma dal momento che si torna sempre a "battere" sugli stessi concetti, esprimo il mio punto di vista. 

le società nel loro insieme e in particolare nel tratto economico, non vivono a compartimenti stagni. sono organismi in cui i blocchi che lo compongono interagiscono, esprimono una dinamicità di connessione anche nel loro essere separati.  non può esistere una società solo assistita, non può esistere una società totalmente affidata al mercato in cui la parte pubblica non esiste. 

I blocchi esistono perchè gli uni sono correlati agli altri. e allora dal momento che in termini mediatici, le posizioni estremizzate "vendono" offerta di rappresentanza, attraendo perchè soddisfano principalmente la cura o soluzione ad una delle tante paure, oppure ad una specifica problematica, il mio punto di vista è che così non si arriva da nessuna parte. 

penso che non abbia nè senso nè efficacia pensare di risolvere un problema in un settore o indirizzare uno dei tanti temi rilevanti contemporanei in una direzione piuttosto che nell'altra. 

il modello sociale, nel suo complesso, ha troppi obiettivi tra loro divergenti soprattutto tenendo ferme tutte le impostazioni storiche. nè mi sembra desiderabile ricomporre il mobile senza qualche pezzo, tanto quello che avanza lo si gestisce in qualche modo, in estermo anche come rifiuto. 

se guardiamo gli opposti delle posizioni politiche e delle ideologie di riferimento oggi dominanti che hanno prodotto polarizzazione, si può già oggi osservare l'inizio della rottura dei poli mentre i frammenti iniziano il loro percorso nella direzione più estrema. tutto ciò provocherà certamente ulteriore risposta e modifiche proprio in virtù del fatto che le società sono organismi vivi e le parti che lo compongono sempre in relazione. 

nel frattempo, la "musica" politica che viene proposta, non vi sembra un vero e proprio "Canone Inverso?".

da qualunque parte si inizi, la musica è sempre la stessa, come muoversi all'interno di uno stesso spartito dove ogni pronunciamento di rinnovamento non porta mai a nulla. in definitiva, se si parte dall'alto della piramide sociale non si arriva in basso, se si parte dal basso, si ritiene l'alto un qualcosa da combattere. quando invece l'importanza è nella visione d'insieme quella in cui ci sono percorsi onesti per la mobilità sociale dove si parti da una base che soddisfa già la condizione di esistenza.

anche se il punto di arrivo desiderato, almeno per me, è lontano, quello cioè del raggiungimento di un contesto sociale in cui non ci sia conflitto, estremizzazione, in cui viva l'accettazione reciproca di ogni normalità e, soprattutto, si configuri una società dalle possibilità economiche per tutti, nell'equilibrio del rapporto tra ciò che si deve fare per guadagnare e spendere per vivere, vale la pena lottare anche solo con lo strumento dell'analisi, del pensiero e della ricerca di soluzioni. 

le possibilità economiche determinano la possibilità di scegliere come vivere, esercitando appunto il diritto della scelta, anche quella di muoversi per trovare ciò che è più aderente alla propria idea di vita. 

a questo punto non ha importanza da dove arrivi il cambiamento, mi sembra di poter dire che ciascuna delle parti esistenti ha bisogno di modificarsi, di integrare, di trasformare se vogliamo il proprio pensiero e anche la mentalità, soprattutto l'atteggiamento verso le problematiche del passato. oppure ci sarà il nuovo, necessariamente un nuovo che comunque ci sarà nel cambio generazionale. 

in molte delle questioni odierne, la soluzione ai problemi non arriverà se non si converge sulla ricostruzione del passato, di ciò che è stata l'era globale senza regole perchè molti disequilibri del presente vengono da quell'epoca. 

al prossimo appuntamento, uno dei punti centrali non solo nell'economia, è quello della competitività.

qui sotto vi riporto una nota inserita nel volume II di Cosa Succede in Città.

 

"Apro necessariamente una parentesi perché chi si trova attualmente non impegnato attivamente all’interno del contesto “politico”, né ha un preciso riferimento ideologico, inteso come collocazione in gruppi che hanno nell’esperienza storica di pensiero il loro riferimento, ha un problema generale di accettazione intellettuale in quanto la scelta di non collocarsi parrebbe essere riconducibile ad un atteggiamento di “comodo”, di chi non si espone, una sorta di evoluzione del saggio sul fiume in attesa che passi il cadavere. In realtà nella contemporaneità sappiamo che il cadavere che passa non è mai morto né di sonno né di stenti, ma magari idealmente è un prodotto della rottamazione veloce propria della nostra dimensione competitiva. In realtà tutta la vita è un percorso di ricerca e di conoscenza, di scoperta dell’universo dentro e fuori di noi, in una dinamicità che naturalmente non può prescindere dal vissuto quotidiano se non altro per l’espletamento delle funzioni necessarie di sussistenza e poi, per le esigenze materiali dello spirito, cioè dell’essere umani. E quando viviamo ci scontriamo (non nel senso di conflitto) con le strutture sociali, politiche e di pensiero. Molto di ciò che non abbiamo compreso è che non mi sembra più possibile confezionare dei prodotti standard del pensiero, ma necessariamente quello che deve guidare nella visione strategica del futuro, e poi operativa del presente, è un setup dell’anima e dell’intelligenza, in grado di regalare equilibrio nelle decisioni, cioè capacità di definire priorità, obiettivi da raggiungere, decisioni contingenti per risolvere i problemi nell’immediato. Ecco perché nell’osservazione esterna di chi giudica, o esprime un parere, utilizzando i canoni tradizionali della cultura e/o di collocamento, ciò che risalta è l’apparente contraddizione del pensiero, quando invece la relatività è solo conseguenza di un diverso modo di approcciare la dimensione materiale e spirituale, cioè intellettuale; in sostanza l’evoluzione del tratto culturale proprio che è sempre in movimento. Certamente se non si definiscono le priorità, è difficile trovare anche una recondita sorta di coerenza che invece è necessaria per non trasformare le valutazioni ed i pensieri in un’autonoma e personalistica visione del mondo. Però non bisogna confondere la diversità delle soluzioni, delle “ricette”, con la diversità del pensiero da cui ha origine quella scelta. In sostanza, quello che deve formarsi, a mio avviso, è quella capacità di analisi, quella saggezza nella lettura degli eventi della vita che deve essere elemento culturale diffuso in una società “equa” che abbia come obiettivo quello di non lasciare indietro nessuno, obiettivo che possiamo dire con tranquillità sembra essere non propriamente condiviso della generalità degli attori nelle nostre società, dove la dimensione competitiva ha la specificità di produrre molte fratture e molte sofferenze. Quello della competitiva è elemento centrale nella dimensione evolutiva delle società del futuro, un futuro neanche troppo lontano. Aggiungo, in ultimo, che l’evoluzione del pensiero è un percorso dinamico, e che nel corso dei secoli il fattore esperienziale si ripropone sempre non solo nei fatti materiali, ma anche nel vissuto dell’anima e dell’intelletto. Ciò che è codificato e che ha trovato materialità ad esempio negli scritti, è frutto non solo del modo di percepire e sentire il proprio tempo, ma anche di esserne influenzato. La riflessione esperienziale è invece propria dell’anima, dell’intelligenza e della sensibilità che ci sono proprie, un setup che non va “disturbato” preventivamente ma che produce frutti che poi successivamente possono fruire dell’esperienza del confronto dell’approfondimento storico, vissuto in modo completamente diverso, cioè con gli strumenti che l’intelligenza intuitiva ci mette a disposizione per meglio comprendere le dinamiche proprie in cui quella storicità di pensiero ha trovato la sua consistenza e configurazione. E’ un punto della riflessione intellettuale molto importante a mio avviso perché contribuisce a definire l’atteggiamento verso la costruzione del modello formativo sin dalle prime fasi di vita dell’apprendimento all’interno delle società. Apprendere l’atteggiamento critico al pensiero, alla sensibilità dell’anima, a decifrare i tratti salienti dell’esperienza in cui si rinnova il quotidiano per bilanciare, negli atteggiamenti concreti, l’evoluzione storica del pensiero con i principi che trasporta come fossero elementi sulle acque di un fiume, con le specificità del tempo contemporaneo vissuto.

Canone Onverso

COSE in CITTA' 

è un contenitore di progetti culturali, riflessioni e approfondimenti su economia e società. 

Frammenti culturali -DiversaMente- osservati.

Economia, finanza dei mercati, trading, arte digitale, lifestyle

2026

C0SE IN CITTA'  - letture

Spazio - NATI LIBERI

sezione pubblicazioni

Avevo sei servitori onesti; mi insegnarono tutto quello che sapevo.

I loro nomi erano dove e che cosa, quando e perchè, come e chi.

 

R. KIPLING

NEW wave 

My way
I did my way, and didn't
 

Il viaggio nelle aree di cui mi sono occupato in questi anni, cioè l'area economica e quella umanistica, ha prodotto un'esperienza che ho riversato nei miei lavori di scrittura.

 

La raccolta di appunti sul trading dedicato al mercato valutario è nata con l'obiettivo di trasferire l'esperienza del neofita nel trading online, più che altro per far comprendere quali sono i rischi e gli ostacoli da superare quando si inizia in una posizione retail, cioè non all'interno di una struttura che ha storia ed organizzazione, quindi esperienza, strumenti, metodi, visuale. E' una sorta di libretto informativo che ha l'obiettivo di mettere in guardia chi inizia per evitare di cadere nelle trappole buttando al vento capitale, spesso risparmi. Le altre raccolte, di prossima pubblicazione, non sono altro che l'evidenza del viaggio nel trading, riflessioni e spunti di analisi. 

l'altro versante, quello dell'economia sociale, parte con la scrittura di "Torneranno i Sogni?" sulla globalizzazione, un lavoro certamente legato alla mia esperienza professionale, l'angolo visuale con cui ho vissuto, e poi osservato, il mondo economico.

da quel punto in poi ho continuato ad osservare e commentare gli eventi contemporanei nello scorrere del tempo. sono nati così diversi articoli e paper di approfondimento su temi in prevalenza di carattere economico/sociale, ma non solo. sono scritti trasversali nelle tematiche, che vanno dall'economia, al cinema, allo sport, ai frammenti di rappresentazione.

C'è poi la poesia, ma quella è tutta un'altra storia.

Sono pubblicati:
- Forex Trading tra opportunità e rischi
- Torneranno i Sogni?
- Cosa Succede in Città volume I - L'Arte ci salverà

se volete leggerli  trovate i riferimenti di acquisto nel link 
spazio di acquisto

Gli altri lavori,
Cosa Succede in Città Vol II, III, IV, V, contengono gli articoli scritti dal 2022 al 2025. Spero di pubblicarli prossimamente.

In Viaggio con Te, una raccolta di poesie, è completo ma non lo pubblico, così come gli altri lavori che la poesia ha scritto. sono con me e, per il momento, con me viaggeranno insieme con i due amici che mi hanno accompagnato in questo viaggio nella scrittura e  a cui sono veramente molto affezionato, dante e don chisciotte.

I lavori di arte digitale per il momento accompagnano il racconto di esperienze. L'arte digitale, insieme alla fotografia, è una straordinaria modalità comunicativa e di linguaggio del tempo moderno.

Elenco dei principali articoli e scritti 

 

1 Cosa Succede in Città - introduzione Cosa succede in città I 9, 2 Raccordo (non anulare) Cosa succede in città I 17, 3 Le mulattiere del pensiero libero Cosa succede in città I 21, 4 L'impatto della crisi sanitaria sui conti aziendali Cosa succede in città I 25, 5 Riflessioni sul debito nell'economia pandemica Cosa succede in città I 29, 6 Gruppi sociali al test della crisi economica Cosa succede in città I 35, 7 In tema di acqua scarsa Cosa succede in città I 41, 8 Punto informativo Cosa succede in città I 55, 9 Il ruolo del settore pubblico, il sostegno al reddito Cosa succede in città I 59, 10 Le sabbie mobili della finanza: prigionieri delle regole di sistema Cosa succede in città I 69, 11 La medicina del tempo Cosa succede in città I 75, 12 Ancora in tema di fake Cosa succede in città I 77, 13 Mondo nuovo o mondo vecchio? Cosa succede in città I 79, 14 Un veloce sguardo al mondo autonomo/privato Cosa succede in città I 87, 15 Sguardo al Sud Cosa succede in città I 89, 16 Manifesto per il Sud Cosa succede in città I 91, 17 Dove investire le risorse per il futuro? Cosa succede in città I 97, 18 Benedetti intellettuali Cosa succede in città I 101, 19 La forza del simbolo Cosa succede in città I 103, 20 L'impresa colpita al cuore e poi affondata Cosa succede in città I 107, 21 Indietro tutta! Cosa succede in città I 111, 22 L'arte può salvarci Cosa succede in città I 121, 23 Banane Republic. Ortone e il mondo dei Chi Cosa succede in città I 127

24 Appendice. Nota di chiusura [più floreale che musicale] Profondo Rosso Cosa succede in città I 131, 25 Cosa Succede in Città Cosa succede in città I 133, 26 Percorsi paralleli Cosa succede in città I 139, 27 Un arrivederci, nel frattempo; Cosa succede in città I 143, 28 Appunti di viaggio 2021-2022: intro Cosa succede in città II 6, 29 Finiranno gli incubi? Cosa succede in città II 7, 30 I giorni dell'Eternauta: il racconto continua Cosa succede in città II 14, 31 Goccia a goccia Cosa succede in città II 18, 32 Nel mondo della scrittura dell'anima Cosa succede in città II 22, 33 Di chi è la colpa? Cosa succede in città II 25, 34 Dimensioni a confronto Cosa succede in città II 27,, 35 Punto strada Cosa succede in città II 29, 36 La diversa umanità Cosa succede in città II 38, 37 La Babele peninsulare Cosa succede in città II 44, 38 Metaverso Reloded Cosa succede in città II 54

39 Sul concetto di marginalità Cosa succede in città II 66, 40 Quel posto che non c'è Cosa succede in città II 71, 41 Il silenzio degli Innocenti Cosa succede in città II 79, 42 La cultura alcolica dell'Etica Cosa succede in città II 99, 43 Piano straordinario ristrutturazione Cosa succede in città II 105, 44 Qualcosa di sinistro Cosa succede in città II 110, 45 La libertà, un diritto individuale da vivere Cosa succede in città II 128, 46 Una rosa blu Cosa succede in città II 132, 47 Il prezzo delle libertà Cosa succede in città II 136, 48 Non sono un juke box Cosa succede in città II 137

49 Ciao Milord Cosa succede in città II 138, 50 Signori si nasce, campioni pure Cosa succede in città II 140, 51 Psicosetup: quando la mente è amica Cosa succede in città II 143, 52 I ring della vita: la presunta inadeguatezza dell'essere Cosa succede in città II 147, 53 La cultura della coltura del farlocco Cosa succede in città II 148, 54 A dir qualcosa comincia tu: proviamo con la battaglia navale Cosa succede in città II 154, 55 Battaglia navale: continua II parte / lavoro Cosa succede in città II 157

56 E' già domani: le nuove vie del lavoro per nuovi stili di vita Cosa succede in città II 167, 57 Pillole di economia Cosa succede in città II 171, 58 Bonus facciate Cosa succede in città II 177, 59 Ancora tu, ma non dovevamo vederci più Cosa succede in città II 183, 60 L'angolo della poesia Cosa succede in città II 191, 61 In chiusura Cosa succede in città II 195, 62 dedicato a chi mi vuole bene Cosa succede in città III, 63 cultura e spazio - prologo Cosa succede in città III, 64 cultura e spazio - paragrafo 1 - parte II dati macro Cosa succede in città III, 65 cultura e spazio - paragrafo 2 - parte II dati macro Cosa succede in città III, 6 progetti del futuro nel presente: le new Town nell'era dei nuovi processori Cosa succede in città III, 67 appello alla coscienza del mondo Cosa succede in città III, 68 bontà vagante Cosa succede in città III, 69 l'uomo dimenticato Cosa succede in città III, 70 l'ora del crimine Cosa succede in città III, 71 la storia non si cambia Cosa succede in città III, 72 fase di transito 2024 Cosa succede in città III, 73 la finestra sul mare, un luogo in giro Cosa succede in città III, 74 nel mondo della scrittura dell'anima Cosa succede in città III, 75 il sesto senso Cosa succede in città III, 76 diversamente Cosa succede in città III, 77 sulla libertà, out of brand "Ortone Reloded" Cosa succede in città III, 78 la finestra di fronte, incontro al futuro Cosa succede in città III, 79 il luogo dell'anima Cosa succede in città III, 80 l'autonomia nella dimensione spirituale Cosa succede in città III, 81 c'è un grande prato verde, gli spazi vuoti della società in movimento parte I Cosa succede in città III, 82 c'è un grande prato verde, gli spazi vuoti della società in movimento parte II Cosa succede in città III, 83 c'è un grande prato verde, gli spazi vuoti della società in movimento parte III Cosa succede in città III, 84 Venderò Cosa succede in città III, 85 Granelli di sabbia: Il nuovo mondo dei diversi mondi tra necessità ed utopia Cosa succede in città III, 86 gentilmente Cosa succede in città III, 87 the End Cosa succede in città III, 88 I granelli di sabbia del pensiero: disclaimer Cosa succede in città III, 89 Il diritto dell'anima di alzare la mano Cosa succede in città III, 90 appello alla coscienza del mondo Cosa succede in città III, 91 the end: l'attesa tra gli angoli Cosa succede in città III, 92 in giro Cosa succede in città III, 93 per chiarire Cosa succede in città III, 94 un giro nel futuro, pillole sull'AI Cosa succede in città III

95 scrivere, il senso del why Cosa succede in città III, 96 metaverso Cosa succede in città III, 97 il primo giorno della mia vita Cosa succede in città III, 98 Signori si nasce Cosa succede in città III, 99 Il Signore delle Formiche (Cinema) Cosa succede in città III, 100 Il primo giorno (Cinema) Cosa succede in città III

 

AI parte I Cosa succede in città IV

AI parte II Cosa succede in città IV

Ancora una volta Cosa succede in città IV

Basta poco Cosa succede in città IV

Cerrar los ojos (Cinema) Cosa succede in città IV

Cosa Succede in Città, pensiero libero Cosa succede in città IV

Diversamente Cosa succede in città IV

Don Chisciotte X.0 Cosa succede in città IV

Emilia Perez (Cinema) Cosa succede in città IV

Fase di transito Cosa succede in città IV

Hypnotic (Cinema) Cosa succede in città IV

Il liquido che diventa necrotico Cosa succede in città IV

Il Re dell'Essere Cosa succede in città IV

il tempo delle scelte Cosa succede in città IV

Il vestito dell'essere Cosa succede in città IV

In viaggio con te (poesia) Cosa succede in città IV

La storia infinita Cosa succede in città IV

Le urla degli innocenti Cosa Succede in Città IV

Se fotografando (Riflessioni) Cosa succede in città IV

Se fotografando (Rappresentazioni) Cosa succede in città IV

 

dodaforex - trading tra opportunità e rischi Appunti

AI parte I, AI parte II, Cenni di setup – elementi di configurazione dell’assetto di trading, Dollaro in poltrona / parte II, Dollaro in poltrona / parte III, Dollaro in poltrona da padrone di casa / parte 1, Il Commissario Smanetta nel mondo del trading, Il liquido che diventa necrotico, Il liquido necrotico parte II, Il trading online disinformazione tra nuvole e lenzuola, Il Trading sul mercato delle valute in fase Covid, Introduzione al di trading, Introduzione al trading on line, La valutazione qualitativa dell’attività di trading on-line, Nel mondo del Trading: briscole a confronto, Segnali di vita, Trading di cittadinanza-Il piano di trading start, Trading di cittadinanza-Il piano di trading start – parte II, Trading on line: Ancora in tema di operatività: breve riflessione. Lettera al Dax, Trading on-line sul Forex p. 1: introduzione, Trading on-line sul Forex p. 2: a chi mi rivolgo, Trading on-line sul Forex p. 3: Le criticità, Trading on-line sul Forex p. 4: in sintesi, Trading su strumenti finanziari: parte razionale e parte algoritmica / riflessione, Trading, un quesito da CTU, Trading: cenni di set-up, Trading: va su o giù, Viaggio nel trading, Il liquido necrotico – completo, Giornale di trading Introduzione, Giornale di trading Ep. 1, Giornale di trading Ep. 2, Giornale di trading Ep. 3, Giornale di trading Ep. 4, Giornale di trading Ep. 5, Giornale di trading Ep. 6, Giornale di trading Ep. 7, Giornale di trading Ep. 8, Giornale di trading Ep. 9, Giornale di trading Ep. 10, Giornale di trading Ep. 11

La Finanza da Investimento  Il trading sul mercato valutario

 

Forex Trading tra opportunità e rischi

 

Il mercato delle valute e il trading sul Forex1.1 Introduzione al Trading Forex: il racconto di un percorso di avvio1.2 Il settore del trading on-line1.2 Il settore del trading on-line1.3 Il settore del trading on-line in Italia1.4 Il FOREX: volumi, quotazioni, variabili1.5 Strumenti di negoziazione sul Forex1.6 Il trading a margine e la leva finanziaria2. Un approccio al trading sul Forex: il2.3 La scelta del profilo di trading PELTH2.1 Il PELTH2.2 Approfondiamo il concetto di flottante2.4 In sintesi3. Forex trading tra opportunità e rischi: 3.1 Obiettivi, condizioni, opportunità e rischi Trading plan: una possibile configurazione4.1 Executive summary4.2 Il trading plan4.3 Lo sviluppo dei ricavi4.4 Le ipotesi del piano Start4.5 Lo sviluppo del Conto Economico4.6 I risultati del Piano5. Forex trading: sintesi conclusiva5.1 Riflessione sull’attività di trading5.2 Tiriamo una linea5.3 Solo un’ultima considerazione

         In più di un'occasione ho avuto modo di affrontare il contesto in cui i liberi pensatori, gli intellettuali o comunque chi si occupa di riflettere e analizzare il tempo contemporaneo senza collocazione, cioè senza appartenenza a contesti di nessun tipo pubblico o privato che siano, sono obbligati a vivere. 

un contesto difficilissimo e lo è, a maggior ragione, per chi si trova in particolari situazioni proprie delle procedure burocratiche o in uno dei numerosi ambiti di crisi delle organizzazioni sociali moderne.

non cadrò nella tentazione di ripubblicare alcuni miei scritti, molto eloquenti, sulla difficile condizione dei non "collocati" come me, basterebbero "l'uomo dimenticato" oppure l'appello in cui mi definivo "migrante" del pensiero. Un intellettuale che combatte, come tanti, per affermare la possibilità di essere libero nel pensiero e nelle scelte.

osservo però l'insistente, sorda e direi anche cieca ostinazione dei panificatori della storia revisionata, i quali si aggirano con assoluta scioltezza nell'orbi dell'urbe riaffermando non solo la loro verità, ma anche con la  volontà di imporre agli altri il destino che non è di loro pertinenza. Semplicemente non dispongono del destino degli altri.

in merito al lavoro svolto, si può certamente essere in disaccordo sulla qualità di uno scritto, di un'opera o di più lavori, nel complesso. 

ciò che non è dato è la possibilità di negare l'evidenza, molto concreta, dell'impegno profuso. Non mi voglio dilungare oltre, per il momento. Ci sono non solo lavori, ma scritti che sono nati non solo nella loro forma, ma anche nella concretezza della comunicazione, che parlano molto più di qualsiasi manipolazione plastica capace di abbinare, come la storia ci insegna, potere e verità. La storia non si riscrive con la forza.

Approfitto invece del poco spazio che mi concedo per riaffermare che tutto ciò che nasce nell'indipendenza, nella sofferenza della scrittura e nella difficoltà enorme di portare avanti con molta coerenza pensieri e principi senza tradirli, cioè senza che si rinunci in tutto o in parte al proprio pensiero per essere servente di parte e non del tutto, continua ad essere libero qualunque sia il contesto in cui le conseguenze relegano la libertà di espressione. 

Inoltre, sul concetto di tempo, ciò che è stato disponibile per tanto tempo e di cui si è fruiti nella massima libertà senza che però abbiano determinato atti sia di riconoscimento che di esistenza, questi ultimi così tanto decisivi nel configurare assetti di vita poi oggetto di giudizio, ovviamente condizionato, non può magicamente diventare disponibile a seconda dei desiderata.

E' così che con immane sacrificio gli intellettuali, i liberi pensatori, gli artisti, gli economisti, possono riacquisire i prodotti del proprio intelletto che diventano quindi propri, così come è propria l'anima di ciascuno.

Ecco perchè, a mio avviso, le scelte di umanità o non umanità (!!!!!), configurano percorsi obbligati in cui non può essere solo una parte, quella più debole (almeno secondo i parametri "comuni"), a cedere, sia prima che dopo.

Ecco perchè la libertà, soprattutto del pensiero e dell'essere, segue sempre la sua via di indipendenza. 

Così come è stato in tante occasioni sia nel tempo moderno che in quello passato, in cui, ve lo ricordo, risiede il principe della difesa dei propri insegnamenti.

Di seguito, l'elenco di alcuni frammentI della mia via. Sempre con l'amore e gli effetti nel cuore.

I did my way

almeno per quello che potevo, anche e spesso, per lungo tempo, nella dimensione dell'impossibile.

I did n't 

alcune cose che avrei voluto, soprattutto negli affetti e nell'amore, "Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole" in terra, mentre per la volontà del Cielo, bisognerà aspettare.

 

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Cose in Città, qui, è in fase di allestimento

Cosa succede in Città è invece pronto, agile  e flessibile ad accogliere i frammenti giornalieri.

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